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Agrisole
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notizia del 8/2/2010 ]
POLEMICHE La Camera riscrive il Codice agricolo
Dopo le correzioni del Senato anche dai deputati della commissione Agricoltura una raffica di rilievi Definizione di coltivatore diretto, agevolazioni alle società e compendio tra i punti più controversi
Bocciato o promosso? Dopo la stroncatura delle organizzazioni agricole è arrivato il parere delle commissioni Agricoltura di Senato e Camera sul Codice agricolo. Ma la lettura del giudizio non è chiarissima. Le commissioni non buttano a mare il documento, ma lo rinviano alla Commissione per la semplificazione con una raffica di rilievi e correzioni. Una riscrittura di fatto anche se formalmente le valutazioni non sono negative. E dunque se per motivi diplomatici il Parlamento non impallina il Codice di Zaia, farcendolo di note e correzioni ne sancisce una bocciatura di fatto. E così mentre con il comunicato ufficiale il presidente della commissione Agricoltura del Senato, Paolo Scarpa Bonazza, dichiara «la propria soddisfazione per l’approvazione da parte della Commissione dei provvedimenti di riordino della normativa sull’attività agricola», poi rispedisce alla commissione per la Semplificazione il documento completamente sottolineato con la matita rossa.
Più diretto il collega della Camera, Paolo Russo, che esprime «apprezzamento al Governo per aver messo mano a un’attività di riassetto tesa a semplificare il quadro normativo» ma chiede più tempo «per la deliberazione dei rilievi allo schema di decreto legislativo».
Russo sottolinea infatti che dalla consultazione delle categorie interessate «sono emersi profili critici e preoccupazioni». Da qui la richiesta di una più attenta valutazione che richiede quindi più tempo.
Tra le note della commissione Agricoltura del Senato la contestazione della scelta per definire il coltivatore diretto del requisito di un terzo della forza lavorativa propria e la definizione sempre di coltivatore diretto ai fini dell’esercizio della prelazione agraria con un riferimento all’iscrizione camerale da almeno un anno rispetto al momento dell’esercizio della prelazione. Proposta anche la cancellazione della qualifica di esercente attività agricola professionale alle società agricole ripristinando le regole fissate dal Dlgs 99/2004. E poi ancora la cancellazione delle disposizioni ex novo inserire per l’agriturismo. Si richiede anche la ridefinizione del concetto di livello minimo di redditività per la costituzione del compendio unico per superare così l’attuale rinvio ai parametri fissati dai vari Piani di sviluppo rurale regionali. Spunta anche la limitazione alle sole Organizzazioni agricole rappresentate nel Cnel della possibilità di prestare assistenza nella stipula degli accordi in deroga in materia di affitti di fondi rustici; e l’estensione della disciplina in materia di affitto di fondi rustici anche all’affitto di terreni pubblici gravati da uso civico. Si suggerisce inoltre una migliore formulazione della disciplina amministrativa in materia di vendita diretta. Ma la lista è lunga e la materia assai complessa come conferma l’articolato ciclo di audizioni che hanno coinvolto le principali organizzazioni professionali e cooperative dell’agricoltura e della pesca, le rappresentanze del Consiglio nazionale del notariato e del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili.
Il presidente Russo ha rilevato che «Dalla consultazione sono emersi profili critici e preoccupazioni in merito agli schemi in oggetto, non con riferimento ai generali obiettivi di semplificazione e riordino, ma piuttosto con riferimento alle scelte compiute nella redazione di singole disposizioni o gruppi di disposizioni e agli effetti che possono derivarne». E si aggiungono ancora richieste al testo. La Confagricoltura ha sollecitato l’inserimento delle agevolazioni tributarie per l’acquisto dei terreni con la piccola proprietà contadina.
La Cia, da parte sua, plaude alla decisione di Russo di prendere tempo, ma legge la decisione come una «bocciatura» del Codice.
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Autore: Annamaria Capparelli (Da Agrisole n. 5
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