Non sono soltanto impegnativi e costosi i vincoli sull’alimentazione delle vacche da latte imposti dal disciplinare di produzione del Parmigiano-Reggiano. Infatti permettono anche di cogliere diverse opportunità nutrizionali e quindi economiche. Come è noto, il disciplinare di produzione del Parmigiano è costituito da tre documenti, uno dei quali interamente dedicato all'aspetto della alimentazione delle bovine; in questo ambito sono state fissate prescrizioni rigide tra cui il divieto dell'utilizzo di insilati, elemento che affida un ruolo fondamentale all'uso dei fieni. E all’ultima edizione della Mostra regionale delle bovine da latte, di Reggio Emilia, Andrea Formigoni, ordinario di Nutrizione e alimentazione animale presso il diparimento Dimorfipa (Dipartimento di morfofisiologia veterinaria e produzioni animali) dell'Università di Bologna, ha illustrato le più recenti acquisizioni scientifiche riguardanti l'impostazione di piani di razionamento basati su tali caratteristiche.
Formigoni ha analizzato anche le scelte agronomiche che i produttori sono chiamati a compiere al fine di massimizzare il rendimento dei fieni, creando le premesse per una produzione di latte adeguata alle aspettative degli allevatori.
Territorio
Formigoni ha iniziato sottolineando il forte legame tra territorio e prodotto finito, legame alla cui base vi è la ricerca e lo sviluppo delle nuove conoscenze acquisite. in questo contesto il Consorzio del Parmigiano-Reggiano, così come il Crpa e la Regione si sono dimostrati particolarmente sensibili alla problematica della qualità dei foraggi; si parla quindi …